A Cascina Nibai nasce un nuovo progetto di riforestazione urbana promosso da Rotary e A.E.R.A., realizzato secondo il metodo Miyawaki
La diversità è una risorsa. Lo è nelle comunità, dove persone con storie differenti possono incontrarsi, collaborare e generare valore. E lo è anche in natura, dove specie diverse crescono insieme, si proteggono, si rafforzano e danno vita a ecosistemi più ricchi, resilienti e stabili.
Da questa visione nasce Forestina, il progetto di piccola foresta realizzato a Cascina Nibai, storica cascina sociale di Cernusco sul Naviglio, in Lombardia. Un intervento che unisce ambiente, educazione e inclusione, trasformando uno spazio verde in un luogo vivo, capace di restituire valore alla terra e alle persone che la abitano.
La Forestina è stata realizzata secondo il metodo Miyawaki, una tecnica di riforestazione che prevede la messa a dimora ravvicinata di specie autoctone, selezionate in base alle caratteristiche del territorio. Nel caso di Cascina Nibai, il progetto prevede 300 piante appartenenti a 20 specie diverse, destinate a crescere insieme fino a formare un ecosistema fitto, autonomo e ricco di biodiversità.
Non si tratta di un giardino ornamentale, ma di un ambiente che imita i processi naturali della foresta. Alberi e arbusti crescono fianco a fianco, creando ombra, rifugio e nutrimento per insetti, uccelli e microrganismi. Ogni pianta svolge un ruolo preciso nella costruzione di questo ecosistema vivente, contribuendo nel tempo al miglioramento del microclima e alla stabilizzazione della biodiversità.
Il progetto trova in Cascina Nibai un contesto particolarmente significativo. La cascina, che si estende su cinque ettari di terreno, ospita attività agricole biologiche, stalle, mulino, laboratori di trasformazione e percorsi sociali. È un luogo in cui persone con esperienze diverse lavorano e vivono insieme, rendendo concreta l’idea che la diversità possa diventare una forza collettiva.
Per questo la Forestina non è solo un intervento ecologico, ma anche un progetto comunitario. Come in una foresta, dove ogni albero cresce a modo suo ma contribuisce all’equilibrio dell’insieme, anche una comunità si rafforza grazie alla collaborazione tra elementi differenti.
Un ruolo centrale sarà affidato anche al coinvolgimento del territorio. Le scuole saranno invitate a conoscere da vicino il valore delle foreste attraverso visite e attività educative, trasformando la Forestina in una vera e propria aula all’aperto. I servizi coinvolti nel progetto realizzeranno inoltre le targhette identificative degli alberi, un gesto semplice ma concreto di cura, appartenenza e responsabilità condivisa.
Nel tempo, la piccola foresta cambierà volto. Nei primi mesi le piantine svilupperanno le proprie radici e inizieranno a creare relazioni sotterranee con funghi e batteri del suolo. Entro il primo anno arriveranno i primi insetti, poi gli uccelli. Dopo pochi anni la vegetazione sarà più fitta, fresca e ricca di vita. A dieci anni, la Forestina potrà assumere le caratteristiche di un bosco maturo: un ecosistema piccolo nello spazio, ma grande nella funzione.
Con Forestina, Rotary e A.E.R.A. confermano il proprio impegno per la tutela dell’ambiente, la promozione della biodiversità e la diffusione di una cultura ecologica partecipata. Un progetto che guarda al futuro partendo da un gesto essenziale: piantare alberi, far crescere relazioni, costruire comunità.
Forestina è un segno concreto di rigenerazione ambientale e sociale: una piccola foresta dove natura e persone imparano a crescere insieme.
Disegni e ambientazioni di progetto
Spettabili attivisti di AERA,
ad integrazione del bel progetto per Cascina Nibai già inviatovi, vi allego la altrettanto meritevole sezione con i disegni e le ambientazioni.
Ne approfitto per esporvi una precisazione sulla vostra scelta della data di inaugurazione della Forestina, che è stata appunto una scelta vostra e non condivisa con Tiny Forest Italia.
Riteniamo che la data del 17 ottobre, anche a ragione del clamoroso riscaldamento climatico in corso, sia eccessivamente anticipata rispetto alla normale stagione di messa a dimora autunnale delle piante, che già dovrebbe essere a novembre.
Tiny Forest Italia si augura che tutto vada per il meglio, che il materiale vivaistico sia di buona qualità e che l’irrigazione venga effettuata, ma declina ogni responsabilità per l’eventuale scarso attecchimento delle piantine.
Microforeste ad alta velocità: così il metodo Miyawaki rigenera il territorio. Test a Cernusco sul Naviglio
L’iniziativa dell’Associazione Europea Rotary Ambiente (A.E.R.A.) parte con la costituzione di un Centro Sperimentale presso la storica Cascina Nibai a Cernusco sul Naviglio: un modello scientifico e partecipativo contro inquinamento e le isole di calore.
Di fronte all’avanzare rapido del calore ambientale e dell’inquinamento atmosferico, le risposte tradizionali rischiano di non viaggiare alla stessa velocità del problema. Gli alberi rappresentano dasempre la migliore soluzione naturale, ma la loro crescita richiede tempi lunghi prima di generare informa stabile meccanismi di recupero della CO2. Per questo motivo l’Associazione Europea Rotary Ambiente (A.E.R.A.) sta mettendo in atto una soluzione innovativa basata sul metodo giapponese Miyawaki, una tecnica di riforestazione ad altadensità che stimola lo sviluppo delle piante da 5 a 10 volte più velocemente rispetto ai ritmi standard.
La qualità dell’aria
In questi ultimi anni è cresciuta enormemente la sensibilità della popolazione verso la qualità dell’aria e la necessità di contrastare polveri sottili, microplastiche nell’atmosfera e le frequenti ondate di calore. In questo scenario, la decisione del Governo di destinare risorse del PNRR al rimboschimento (con l’obiettivo di piantare 6,6 milioni di alberi) ha dato una spinta decisiva alla nascita di associazioni, enti e università che competono per spazi, visibilità e fondi (tra cui progetticome Forestami, Uforest).
All’estero la riforestazione rapida è già una realtà consolidata: l’Olanda è capofila in Europa conoltre 150 microforeste impiantate dal 2015. In Italia i primi impianti sono stati realizzati nel 2024 e alcune città stanno pensando di applicare questo metodo. L’Accordo con Cascina Nibai a Cernusco sul NaviglioIl primo passo per la realizzazione del programma è stato la ricerca di aree idonee. Dopo incontri avviati con i Comuni per verificare la disponibilità di spazi abbandonati o in affido, il progetto ha trovato la sua prima sede operativa presso la Cascina Nibai a Cernusco sul Naviglio (MI).
La struttura, gestita dalla Cascina Biblioteca Società Cooperativa Sociale di Solidarietà A.r.l. – ONLUS, è una cascina storica dell’800 che mantiene viva sia la propria vocazione agricola (coltivazione di cereali, orticole e trasformazione dei prodotti) sia la propria missione sociale, dedita all’accoglienza e all’inserimento lavorativo di persone fragili. La Cascina metterà dunque a disposizione l’area per la piantumazione; A.E.R.A. si occuperà della scelta e della fornitura delle essenze arboree, mentre la Cascina curerà la preparazione del terreno, la messa a dimora, la manutenzione e l’irrigazione. Ai primi di ottobre verrà realizzatauna piantumazione sperimentale con oltre 300 piante che in competizione tra loro si svilupperanno ad una velocità superiore ai tempi tradizionali.
Sviluppo tecnico e partner d’eccellenza
La condizione fondamentale per il successo del metodo Miyawaki risiede nella messa a dimoradensa (3-5 essenze per metro quadrato) e nel corretto mix di piante indigene. Per la parte tecnica,l’analisi del terreno e la scelta del verde, A.E.R.A. sta collaborando con agronomi ed esperti del settore, contattando realtà specializzate quali: Tiny Forest Italia (filiale italiana della società leader olandese) per la progettazione delsito; Peverelli srl di Fino Mornasco (CO), azienda attiva nella progettazione, realizzazione emanutenzione del verde per la fornitura delle piante con altezza non superiore a 50 cm.
Un progetto aperto alla comunitàL’iniziativa non si esaurisce nella sola piantumazione, ma si configura come un progetto di servizioe rigenerazione urbana a lungo termine, caratterizzato da:
- Scalabilità e rete: coinvolgimento di altri Rotary Club, Comuni, scuole e associazioni ingiornate di volontariato per la pulizia e la mappatura delle aree degradate possibili luoghi direplicabilità del progetto di piantumazione.
- Tracciabilità e tecnologia: applicazione di QR Code su alcune piante indicanti l’anno dipiantumazione e il valore ecologico generato.
- Memoria e cultura del territorio: ripristino di spazi abbandonati con percorsi didatticidedicati ai giovani per riscoprire l’uso storico del territorio.
- Scienza partecipata (Citizen Science): realizzazione di report sulla biodiversità locale coinvolgendo studenti e cittadini nel monitoraggio dei luoghi.
In questo quadro, A.E.R.A. intende porsi come regista istituzionale e sociale, mettendo in rete amministrazioni, scuole, imprese e cittadini con l’obiettivo comune di recuperare porzioni di territorio degradato e restituirle alla collettività.
